Truffe con mail


Sempre più spesso, sugli indirizzi mail si ricevono e-mail che sembrano essere inviate da istituti di credito. Spessissimo si tratta di tentativi di truffa elettronica da cui è importante sapersi difendere. Uno dei casi di truffa più frequente è quello in cui si riceve una mail apparentemente spedita dalla propria Banca in cui si richiede di comunicare i propri dati/credenziali di accesso alla postazione di internet banking per favorire una pseudo “verifica” in atto da parte dell’istituto. Queste mail non sono altro che tentativi (a volte anche mal riusciti) subdoli di rubare letteralmente i dati sensibili dei clienti. Il termine tecnico approppriato per indicare questa tipologia di truffa è “phishing”.
Letteralmente il termine significa “pescare”, ed è quello che i truffatori tentano di fare per entrare in possesso dei dati segreti che i correntisti detengono. In Italia ormai i tentativi di raggiro sono effettuati verso i clienti di Poste Italiane e dei principali gruppi e Istituti Bancari, per cui è importante che tutti gli utenti prestino la dovuta attenzione. Le email inviate riproducono spesso perfettamente l’interfaccia grafica del sito della banca, presentando logo e intestazioni esattamente uguali all’originale, ed invitano il destinatario a fornire i propri dati sensibili come login personale di accesso e password, numero di carta di credito o del conto online ecc. Queste mail hanno l’aspetto di una vera e propria mail che la nostra banca potrebbe averci inviato a favore di una “verifica” dei dati. L’obiettivo del testo è quello di invogliare l’utente a comunicare i propri dati che, però, non giungono al proprio istituto, bensì a criminali che sfruttano le informazioni per prelevare i risparmi. E’ dunque molto importante prestare le dovute attenzioni: infatti le Banche NON EFFETTUANO MAI la richiesta di dati sensibili tramite mail perché optano per vie di comunicazione dirette e meno soggette a truffe. Presentiamo di seguito un esempio di mail di phishing:
Gentile CLIENTE, nell’ambito di un progetto di verifica dei data anagrafici forniti durante la sottoscrizione dei servizi di Banca ….. è stata riscontrata una incongruenza relativa ai dati anagrafici in oggetto da Lei forniti al momento della sottoscrizione contrattuale. L’inserimento dei dati alterati può costituire motivo di interruzione del servizio secondo gli art. 135 e 137/c da Lei accettati al momento della sottoscrizione, oltre a costituire reato penalmente perseguibile secondo il C.P.P ar.415 del 2001 relativo alla legge contro il riciclaggio e la trasparenza dei dati forniti in auto certificazione. Per ovviare al problema e necessaria la verifica e l’aggiornamento dei dati relativi all’anagrafica dell’Intestatario dei servizi bancari.“.


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