Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi


Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi è un fondo costituito nel 1987 con la forma di un consorzio di diritto privato, riconosciuto e appoggiato dalla Banca d’Italia, che è stato assoggettato alla disciplina specificata in uno Statuto e in un Regolamento. Il Fondo è nato dall’unione dei principali gruppi Bancari italiani che, qualora sussistano condizioni di difficoltà da parte di una banca, mettono a disposizione delle risorse finanziare per tutelare i risparmiatori e le loro somme depositate: attualmente al Fondo Interbancario aderiscono circa 300 banche italiane. Le banche di credito cooperativo sono escluse da questo fondo perchè aderiscono al Fondo di Garanzia del Credito Cooperativo.
La principale funzione del Fondo Interbancario Tutela depositi è quello, appunto, di tutelare, i risparmi dei clienti di banchi che si trovano in situazioni di fallimento. Le banche, nel momento in cui aderiscono al Fondo, si impegnano a fornire le risorse finanziarie necessarie per il perseguimento delle finalità del Fondo. E’ molto importante far riferimento alle norme vigenti per capire come opera il Fondo Interbancario Tutela Depositi.
La Direttiva Cee 94/19 prevede un livello minimo di garanzia di 20.000 euro per singolo depositante. In Italia il livello minimo è superato e di molto. Infatti, in Italia è previsto anche che il limite massimo di rimborso non deve essere inferiore a 103.291,38 Euro, per ogni singolo cliente.
Insieme all’attività di garanzia dei risparmi dei clienti il Fondo Interbancario Tutela Depositi persegue anche altre attività.
In particolare, si occupa della pubblicazione di documenti e libri che riguardano forum e attività bancaria, dell’organizzazione della riunione del Consiglio direttivo e delle Assemblee Ordinarie a cui partecipano i rappresentanti delle banche.


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