Indicatore Sintetico di Costo


Nel 2010 Banca d’Italia ha emanato una serie di Direttive in materia di Trasparenza Bancaria allo scopo di tutelare maggiormente il consumatore nell’individuazione dei costi collegati con le principali forme di risparmio offerte dagli istituti di credito.
Tra le norme una delle più importanti è quella che stabilisce l’obbligo per gli istituti di indicare in ogni foglio informativo il relativo Indicatore Sintetico di Costo (ISC).
Esso può quindi essere definito come una misura semplificata dei costi che un cliente deve sostenere per “comperare” uno specifico conto, o mutuo, o finanziamento.
In questo modo Banca d’Italia fornisce ai consumatori uno strumento in grado di confrontare offerte bancarie diverse. Più basso è l’ISC, maggiore sarà la convenienza ad acquistare il prodotto.
Ovviamente, l’ISC è solo una misura indicativa, ipotetica e a volte anche poco realistica. Per questo motivo, Banca d’Italia ha individuato diversi profili di operatività in funzione dei quali varia l’importo dell’ISC al fine di ottenere una misura il più realistica possibile.
I profili sono diversi anche per tipologia di conto:

Conti “a pacchetto”

Profilo “Giovani”

(164 operazioni annue) si caratterizza per l’utilizzo della carta prepagata, utilizzo dei servizi internet e un basso uso dell’assegno e del servizio di domiciliazione delle utenze

Profilo “Famiglie con operatività bassa”

(201 operazioni annue) si contraddistingue per l’assenza della carta di credito, per il possesso di un mutuo e di un finanziamento per acquisti

Profilo “Famiglie con operatività media”

(228 operazioni annue) evidenzia l’utilizzo della carta di credito e il possesso del mutuo

Profilo “Famiglie con operatività elevata”

(253 operazioni annue) si caratterizza per l’utilizzo della carta di credito, il possesso del mutuo e l’utilizzo dei servizi di investimento

Profilo “Pensionati con operatività bassa”

(124 operazioni annue) evidenzia la preponderanza dell’utilizzo del canale sportello rispetto ai canali alternativi

Profilo “Pensionati con operatività media”

(189 operazioni annue) si contraddistingue per l’utilizzo della carta di debito sia in funzione prelievo sia in quella di pagamento e della carta di credito nonché per l’accesso ai servizi di investimento.

Conti “Ordinari”

(il costo è legato al numero di operazioni eseguite)
Un unico profilo che fa riferimento ad una modesta operatività.

Conti “in Convenzione”

Profilo particolare a seconda della loro specificità.

Per capire qual è il profilo di operatività più simile al proprio è necessario porsi una serie di domande, come:
Apro il conto per esigenze della famiglia o solo per esigenze personali?
Desidero operare recandomi allo sportello della banca?
Quante operazioni penso di effettuare al mese?
Ho la necessità di una carta bancomat, carta di credito e/o una carta prepagata?
Ho la necessità di domiciliare le bollette?
Quanti pagamenti faccio mediamente all’anno tramite assegno? Quanti bonifici?
Ho necessità di un deposito amministrato da appoggiare sul conto?
Addebiterò sul conto le rate del mutuo o del prestito?

In pratica, per selezionare il profilo più coerente con le proprie esigenze, occorre valutare attentamente:
il tipo di operatività che si intende fare
la numerosità delle operazioni
il canale con cui si vuole operare in prevalenza
Una volta individuato questo profilo, l’ISC costituisce l’indicatore di costo sulla base del quale effettuare – anche con l’aiuto del personale della Filiale – la scelta più opportuna del conto corrente presente nella nostra offerta commerciale più confacente alle proprie esigenze.
Infine l’ISC viene comunicato al cliente anche nel documento di sintesi periodico (inviato di solito a fine anno) in modo da consentire una facile riscontro tra quanto affermato dall’ISC e quanto effettivamente sostenuto dal cliente.

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