Conto corrente in “rosso”


Lo scoperto di conto corrente è per definizione la situazione che si crea quando il totale degli addebiti supera quello degli accrediti generando così un saldo a debito o negativo. In altre parole, se il conto corrente va in negativo è definito ‘scoperto’ e in tal caso si parla di scoperto di conto.
Su richiesta del cliente e su pagamento di un tasso definito. è possibile utilizzare – ogni volta che ne ha bisogno – una somma di denaro maggiore rispetto a quella disponibile sul proprio conto: tale eventualità si definisce “fido di conto”. Il cliente quindi, anche in assenza di liquidità, può utilizzare il conto corrente effetuando operazioni come bonifici, prelevamenti, emissione di assegni, ecc. Sull’ammontare dello scoperto la banca, quindi, applicherà un tasso di interesse che addebiterà al cliente fino a quando non verserà la somma necessaria per riportare nuovamente il conto a credito. La banca comunque fisserà un tetto massimo, oltre il quale il titolare del conto non può andare in rosso.
La situazione di scoperto di conto corrente è effettivamente la più onerosa per il cliente perchè molto spesso le banche applicano moltissime spese e di entità considerevoli. Il tasso applicato è inoltre elevatissimo.
Negli ultimi è stata eliminata la Commissione di Massimo Scoperto che gravava sul cliente e veniva calcolata in funzione della punta massima dello sconfino del conto corrente. Con la Legge 2/2009 è stato disposto che le Commissioni di Massimo Scoperto siano nulle se il saldo del cliente risulti a debito per un periodo continuativo inferiore a trenta giorni, oppure se esse siano incassate a fronte di utilizzi in assenza di fido.