Deposito a risparmio
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Il deposito a risparmio è uno degli strumenti finanziari più utilizzati in Italia come deposito di denaro.
Il deposito a risparmio può essere considerato uno speciale tipo di conto corrente su cui è possibile effettuare depositi e prelievo di denaro, sulle quali si calcolano interessi (generalmente maggiori rispetto a quelli di un normale conto corrente).
Una volta aperto il deposito, il depositante riceve fisicamente dalla bacnca il libretto di risparmio: il libretto deve essere custodito con cura in quanto giuridicamente riconosciuto come parte essenziale del contratto. Dall’apertura in poi, la banca provvederà a registrare sul libretto tutti i movimenti.
Il libretto può essere di due tipologie differenti: nominativo o al portatore.
Sul libretto nominativo è indicato un nome specifico di uno o più titolari, che sono gli unici a poter effettuare movimenti. Qualora il libretto abbia più titolari, si possono porre delle limitazioni per le operazioni, come la necessità della firma congiunta di più titolari, così da garantire che le operazioni siano frutto della volontà di tutti i titolari. I versamenti su questo tipo di libretto avvengono in contanti, e in taluni casi per il mezzo di assegni bancari e circolari e da versamenti di stipendi. Sul libretto al portatore non c’è un nome specifico e la persona che porta (cioè possiede, per questo “al portatore”) il libretto in banca può riscuotere la somma richiesta (dopo aver mostrato carta di identità e codice fiscale). I versamenti su questo tipo di libretto avvengono solo in contanti e il denaro depositato non può superare 4.999 euro.
Un’altra distinzione possiible è tra deposito libero o vincolato. Il deposito libero non ha alcun limite di operatività se non la disponibilità sul libretto. Quindi il depositante può chiedere in ogni momento di ricevere indietro il denaro depositato. La liquidazione degli interessi avviene alla fine di ogni anno.
Con il libretto vincolato si possono prelevare somme depositate solo dopo un determinato periodo di tempo. Il tasso di interesse per il deposito è qui più elevato rispetto a quello del libretto libero. La liquidazione degli interessi avviene alla fine del periodo di tempo durante il quale c’è il vincolo di prelievo o alla fine di ogni anno.
Essendo il deposito a risparmio un conto di risparmio, permette solo di versare e prelevare soldi. Strumenti di pagamento quali bancomat, carte di credito e assegni non sono previsti per questo tipo di conto. Talvolta però alcuni istituti di credito permettono l’accredito della pensione e l’utilizzo di una carta di debito. Ad ogni modo, con il deposito a risparmio non è mai possibile andare “in rosso” rispetto alla somma depositata.
I rischi per un titolare di un deposito a risparmio sono ridottissimi e generalmente trascurabili. Ad esempio in caso di smarrimento o sottrazione del libretto al portatore, vi è un rischio di utilizzo fraudolento da parte di terzi. Esiste inoltre il “rischio di controparte”, specificato in tutti i contratti di deposito a risparmio: per proteggersi da esso è prevista una copertura entro il limite di 103.291,38 € per ciascun depositante. Questa possibilità è una conseguenza del fatto che la banca aderisce ad un sistema di garanzia dei depositi. Essendo il deposito a risparmio un conto di risparmio che permette solo di versare e prelevare soldi, i costi derivanti dal suo uso sono davvero minimi. All’apertura del libretto si paga un’imposta di bollo.
Infine, gli istituti di credito offrono spesso agevolazioni per questo tipo di deposito, essendo uno strumento per lo più rivolto ai giovani.
In caso di smarrimento, distruzione o sottrazione del libretto di risparmio, l’intestatario deve denunciare il fatto alla filiale bancaria di riferimento.
Nella denuncia deve indicare quali sono gli estremi del libretto, le circostanze nelle quali è avvenuto il fatto e tutto quanto possa legittimare l’intestatario a presentare la denuncia stessa. L’istituto di credito a questo punto, pubblica un avviso sulla Gazzetta Ufficiale che invita colui che ha ritrovato o rubato il libretto a presentarsi entro 90 giorni e consegnarlo. Se non c’è alcuna risposta, allora l’intestatario può ottenere un duplicato del proprio libretto dalla filiale bancaria.